Bibliografia

Nella vita ho svolto l’attività di “arredatore di locali pubblici”. Progettazione e realizzazione di bar, pasticcerie, abbigliamento, gioiellerie ecc. Questa professione, unita al mio spirito artistico ed a quello tecnico, mi ha regalato grandi soddisfazioni. A venticinque anni ho fatto un tuffo sbagliato nel fiume, questo incidente mi ha reso tetraplegico. Tutto ciò che per le persone normodotate rappresentava la normalità, per me invece, da quel momento i problemi da affrontare nella vita, si sono terribilmente complicati. Ciò però non mi ha tolto la voglia di essere e la volontà di raggiungere mete ardite che parevano impossibili.Guarda il video
 


Scrivono di me

  • Arnaldo Maravelli

    ... ...quando la pittura raggiunge l’intensità espressiva dello stato di grazia in cui sentimento e colore formano un tutt’uno, ogni convenzione, classificazione, viene travolta. Se la fusione di oggetto, spazio e atmosfera, di ascendenza impressionista, sfrutta il colore materico per concentrare e rendere più concrete e meno evidenti le vibrazioni mutevoli di luce e di colore, l’evidenza del riflesso emotivo dell’animo è di marca autenticamente espressionista ... ... immagini, luoghi, non ben identificati ma trasfigurati in una visione interiore che egli li rivive in un tempo onirico e una luce surreale.

  • Lorena Corradini

    E’ accaduto che quel velo costante di dolore ora è rigettato nel fondo dal piacere di esistere, dall’intensa capacità di gustare le cose, sentimenti che ormai dilagano senza più freni. Una condizione che lo porta, naturalmente, verso una pittura che va sempre più rarefacendosi, quasi spiritualizzandosi: un processo riduttivo che a volte tocca i limiti della dissoluzione della forma; l’emozione che l’artista ci regala è sfumata e sfuggente eppure non è mai stata così intensa.

  • Pierluigi Ercole

    In Riviera si evidenzia l’evoluzione sia tecnica che formale, del linguaggio pittorico ... la ricerca stilistica ha assunto un valore rilevante nella modalità e delle suggestioni visive ... ... ... rese ora attraverso il gioco sapiente degli effetti materici del colore ... ... questo anche nell’intento di ottenere una maggior sintesi formale ... ... mentre tutto questo gli permette di accentuare il pathos visivo della rappresentazione.

  • Gilberto Zacchè

    C’è un artista, a Suzzara, che procede bruciando le tappe: Sergio Riviera. La mostra allestita alla galleria “2 E”, notoriamente selettiva nella programmazione, rappresenta una sorta di formale presa d’atto di questa realtà, direi quasi una sanzione positiva. Credo di conoscere bene il lavoro di Sergio Riviera, che seguo con interesse da quando, intorno al 1995, ha cominciato a esporre in pubblico. Ero stato invitato a far parte di una giuria a Fanano, sull’Appennino Modenese, insieme a critici come Renzo Margonari, Carlo Federico Teodoro, al pittore Ermanno Vanni e allo scultore Italo Bortolotti, decani degli artisti modenesi, e molti altri ancora. Subito l’interesse si focalizzò sull’opera di Riviera, per la qualità della pittura, e, senza che io intervenissi (me ne stavo in disparte curioso di vedere l’esito della discussione, che non volevo viziato da influenze campanilistiche), egli ebbe uno dei premi più significativi, consegnatogli poi dalle mani del vicario del Vescovo di Modena. C’è un gruppo di artisti che ruota intorno alla Galleria Forni di Bologna, che seguo da tempo con interesse, tra i quali devo citare almeno Massagrande e Scalco, ma poi ancora Pedretti e Pelleschi e molti altri ancora, che propongono un approccio al tema del paesaggio dove la figurazione tende a sfumare nell’informale. Tutti questi artisti recuperano, attualizzandola, la lezione del naturalismo padano in una chiave, per così dire, moderata: non approdano all’informale tout court, ma tendono a conservare elementi di figurazione, sia pure sfumati. Il risultato, dal punto di vista estetico, è quanto mai apprezzabile, soprattutto nei casi in cui -come per Sergio Riviera- si verifica una buona padronanza dell’uso del colore.

  • Mauro Scardua

    La pittura di Sergio Riviera è intimista, nasce da strati sovrapposti di colore, dettati più da una sensibilità istintiva interiore dell’anima che da un puro intercalare tecnico ed intuitivo. Il pigmento e caldo tattile, il colore pare voglia rappresentare una traslazione alla tattilità del reale, per diventare tecnica pittorica visiva.

 
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